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Una città per guidare

Una famosa e bellissima canzone di Ron si intitola “Una città per cantare” e narra poeticamente la routine e la vita di un artista durante un tour.

Un leader è un altro tipo di artista, non scrive musica, non dipinge, non scolpisce statue e non compone poesie, eppure, anche lui fa un viaggio lungo, interminabile, per guidare persone verso gli obiettivi, ma soprattutto per condurle in un percorso di crescita e di sviluppo.

E non c’è arte più grande che contribuire a modellare la vita e il futuro di un’altra persona. Si tratta di un dono e di una responsabilità inestimabili.

Un leader non ha argilla, o marmo tra le sue mani; non mette in sequenza parole o note musicali; non combina colori per ottenere sfumature ineguagliabili. Un leader guida persone, e da lui può dipendere il successo o la frustrazione di un suo simile.

Per questo motivo un leader deve intraprendere un viaggio senza fine, un viaggio che lo accompagni in una ricerca inestinguibile di stimoli e nutrimento per la propria crescita e il proprio sviluppo personale.

L’Arte può aiutare a percorrere la strada parlando direttamente da dentro attraverso le suggestioni e le emozioni che riesce a creare grazie a un dialogo unico che intesse con chi entra in connessione con lei.

In “Dall’Arte alla Leadership” noi affronteremo una prima parte di viaggio, attraverso quattro città che ci faranno incontrare altrettanti temi specifici della Leadership.

Vicenza, Venezia, Firenze, Torino.

 

Vicenza

La visione prospettica, il punto di vista.

Ogni volta che cambia il nostro punto di vista, cambia la realtà nella quale decidiamo di vivere e, inevitabilmente, cambiamo noi perché ci relazioniamo col mondo attraverso azioni diverse.

Cambia il nostro quadro, cambia l’opera che stiamo componendo e trasmettiamo una parte di noi che, con l’altra prospettiva, non era emersa.

Un leader con una sola prospettiva non riesce a esplorare la complessità del mondo in cui è inserito, e non riesce a proporre al suo team realtà possibili, verità parallele, possibilità alternative di comprensione.

Visione prospettica vuol anche dire accettare la complessità non solo del mondo esterno, ma anche di noi stessi.

Accettare le nostre maschere, i nostri ruoli, le nostre ambiguità, le nostre incoerenze; questo significa procedere nella conoscenza di noi stessi e nell’accoglienza degli altri, ognuno dei quali è unico e irripetibile.

 

Venezia

La forza della delicatezza e il coraggio di superare la soglia.

Venezia è un’opera d’arte che galleggia su un’acqua apparentemente calma, ma capace di sommergere e distruggere.

Venezia è la rappresentazione della soglia insuperabile, posta alla fine del mondo fatto di terra, in una condizione di precaria stabilità, eppure forte e maestosa come una regina.

Venezia ci farà riflettere sul coraggio di essere liquidi, aperti e vulnerabili, eppure straordinariamente giganteschi.

Il coraggio di andare oltre la soglia, di attraversare i confini che sembrano invalicabili; il coraggio di dire no; il coraggio di fare un taglio su una tela e presentarlo come un’opera d’arte; il coraggio di mostrarsi per ciò che si è e di fare della propria debolezza (l’acqua) il punto di forza per il quale tutto il mondo ci ammira, ci copia e ci invidia.

Un leader che sa vedere e accettare la propria vulnerabilità diventa coraggioso, perché il coraggio nasce dalla consapevolezza di poter perdere.

 

Firenze

La sfida del progetto e del grande obiettivo.

Riuscire a creare qualcosa di grande e di bello, capace di arrivare agli altri, di suscitare meraviglia e ammirazione; capace di diventare a sua volta qualcosa attraverso cui guardare il mondo con una prospettiva nuova.

Cogliere la sfida vuol dire confrontarsi con la possibilità del fallimento e di imparare tanto anche dalle sconfitte.

Senza il coraggio di sbagliare non nascono capolavori.

Leadership significa misurarsi con ciò che è più grande di noi, con ciò che sembra troppo difficile per poter essere governato, troppo prezioso per poter essere raccolto, troppo distante per poter essere raggiunto.

Ma poi, quando si è in alto, lo sguardo può aprirsi su orizzonti sempre più ampi e guidare con maggiore consapevolezza.

 

Torino

Dal lavoro al mestiere. Quando l’arte viene applicata per diventare bene comune.

Leadership è anche concretezza attraverso un fare che rende reale il pensiero e la creatività.

Si tratta tuttavia di un fare che ha in sé la scintilla della creazione di qualcosa di straordinario e unico.

Non è il lavoro della schiena curva e della frustrazione del castigo divino; è il lavoro della bottega artigiana in cui l’arte è applicata per portare alla luce la bellezza che nasce dalla maestria dell’essere umano.

Quando la managerialità incontra la leadership, quando il pensiero strategico si fonde con la concreta applicazione delle teorie e della visione, allora succede il miracolo.

 

Sfoglia la brochure del percorso “Dall’arte alla Leadership”

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