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Tecnologia – Tempo – Tramonti -Treno – Temporale

Questa settimana, di fatto, parliamo del tempo, partendo da accezioni e punti di vista tra loro diversi, ma comunque sempre riconducibili al nostro rapporto col trascorrere della vita, con la consapevolezza e la valorizzazione delle nostre esperienze e delle opportunità che ci arrivano, con la nostra capacità di stare nell’oggi, pur imparando dal passato e traguardando il futuro.

 

Tecnologia

Talvolta si parla della tecnologia come se fosse qualcosa di esterno rispetto alla nostra vita; una specie di marziano che possiamo decidere di accettare, che possiamo vivere come un nemico invadente o come il salvatore capace di qualsiasi miracolo.

La tecnologia non è altro che la tecnologia, il risultato dell’evoluzione della ricerca scientifica applicata alla tecnica. Questa ci consente di fare cose che una volta non riuscivamo nemmeno ad immaginare di riuscire a fare, oppure di farle con un grande risparmio di tempo, di denaro e di altri tipi di risorse. La tecnologia può migliorare la qualità della nostra vita, sia in ambito personale sia in ambito professionale.

Il problema non è la tecnologia, il problema può essere rappresentato da come la usiamo, dall’importanza che le annettiamo, da quanto riusciamo a gestirla e sfruttarla piuttosto che finire per esserne gestiti e sfruttati.

In questo periodo, pur non essendo certamente un argomento nuovo, si parla molto di Intelligenza Artificiale, capace di fare ragionamenti, di decidere, di imparare, di migliorarsi in modo autonomo attraverso gli errori commessi, di sostituire l’essere umano in un numero impressionante di attività.

Tanti sono i quesiti che seguono questa strada dell’evoluzione tecnologica, non ultimi quelli legati all’etica e alla morale del lavoro e dell’interazione umana.

Per ora, c’è ancora una differenza sostanziale che tutela l’Uomo rispetto alla tecnologia: qualsiasi forma di Intelligenza Artificiale, anche la più sofisticata, non è ancora in grado di porsi domande esistenziali.

 

Tempo

Tempo da vivere, tempo da ricordare, tempo da aspettare e da organizzare. Potremmo andare avanti con questo gioco per almeno una pagina, ma sarebbe forse tempo perso.

È un argomento su cui organizzano conferenze e attività formative, su cui si scrivono libri, trattati, poesie e canzoni; si parla del tempo e ci si relaziona costantemente col tempo.

Ma qual è il tempo che incide veramente nella qualità della nostra vita?

Dipende.

Quello passato si scioglie nei ricordi, ampliando o riducendo le sue dimensioni e, soprattutto, raccontandoci una storia – nostra e degli altri – filtrata dalle percezioni e dalle emozioni di allora. Il tempo passato può diventare un grande alleato, come può essere il nostro peggiore detrattore. Dipende da quale tempo scegliamo di ricordare, da quali giorni e da quali anni vogliamo includere nella nostra narrazione, attraverso la quale far diventare il tempo passato una fonte di crescita e ispirazione, oppure un pesante fardello fatto di delusioni e di difficoltà.

Il tempo futuro può celare la stessa magia; può essere un insieme di traguardi e soddisfazioni da raggiungere, oppure può diventare fonte di ansia e di paura. Sappiamo perfettamente che le difficoltà ci saranno e che qualche problema, inevitabilmente, arriverà. Sta a noi decidere dove focalizzare l’attenzione: sugli obiettivi o sugli ostacoli. E, sulla base delle nostre scelte, cambia anche la percezione del tempo a disposizione e di come poterlo impiegare.

Per il qui e ora, è una questione di consapevolezza, di dare valore al momento, di riuscire a rimanere concentrati su ciò che stiamo facendo per non disperdere attenzione ed energie, per non correre il rischio di fare in maniera superficiale e poco efficace quello che ci compete ora, distolti dallo stress per il passato o dall’ansia per il futuro.

 

Tramonti

Il tramonto è spesso utilizzato come metafora della fine, o almeno della decadenza. Pur accogliendo in sé immagini che evocano emozioni romantiche e suggestive, è comunque il simbolo della parabola discendente.

Ma ciò che finisce può rappresentare una preziosa opportunità per fare spazio al nuovo, sia in termini di azioni e progetti, come anche di modi di pensare e di atteggiamenti mentali.

Se non si fa spazio, non c’è modo di apportare novità; e lo spazio può essere rappresentato dal porre termine ad attività o impegni che non ci soddisfano o non ci appassionano più, dall’abbandonare abitudini poco funzionali al raggiungimento dei nostri traguardi, dal permetterci di accantonare idee, paradigmi e convinzioni che non ci rappresentano più o non sono in linea con le mete che vogliamo raggiungere.

Insomma, tramonto può essere sinonimo di preparazione al cambiamento.

E come gli splendidi tramonti che ammiriamo in riva al mare, quando il sole si tuffa nell’acqua infuocata, o in montagna, dove il sole si nasconde arrossendo dietro i massicci rocciosi, così anche i nostri tramonti possono diventare spettacolari. Ciò vuol dire che porre fine a qualcosa può essere fatto con gioia, con soddisfazione, con gratitudine per ciò che ci ha permesso di essere le persone che siamo oggi.

Il tramonto, del resto, non denigra o rinnega la giornata trascorsa; è anzi la spettacolare celebrazione di un giorno che si chiude, in attesa di vederne sorgere uno nuovo.

 

Treno

“È un treno da prendere al volo!”.

Quante volte ci è capitato di dire o di sentir dire una frase di questo tipo? Di solito ci si riferisce a opportunità da non perdere, di quelle che capitano una sola volta nella vita, o poco più.

Sicuramente è così, ma la domanda che forse vale la pena di farsi può anche essere: “Sì, ma dove passa questo treno?”.

Le opportunità non sempre (quasi mai) arrivano sotto casa e ci suonano il campanello; del resto, anche per prendere un treno bisogna andare in stazione, preoccuparsi di conoscere l’orario in cui arriva e parte, fare il biglietto, e assolutamente essere sicuri di andare nella stazione giusta.

Fuori di metafora, vuol dire che per cogliere opportunità e far fare un salto di qualità alla nostra vita – sia esso in ambito personale o professionale – dobbiamo mettere in moto la nostra proattività; non si tratta soltanto di cogliere le occasioni, ma anche di cercarle, se non addirittura di crearle.

 

Temporale

I temporali sono esplosioni degli elementi; talvolta sono improvvisi e anche violenti. Talvolta non lasciano grandi strascichi, altre volte fanno danni gravi; accade anche che, dopo un temporale, l’aria risulti più fresca e leggera, i colori più vividi, l’energia come rinnovata.

Alla stessa maniera può capitare dopo un confronto acceso, addirittura uno scontro con un’altra persona. Non sempre la gestione di un conflitto porta a una rottura, anzi, può permetterci di scuotere un po’ di polvere da un rapporto logoro, appoggiato sui non detti, sui pregiudizi, sulle questioni non risolte.

Certo è che l’evoluzione di un conflitto non è la conseguenza del caso; molto dipende da come noi reagiamo emotivamente ad esso e da come sappiamo gestirlo.

Ci possono essere delle parole chiave utili per aiutarci a gestire le situazioni di tensione relazionale:

ascolto. Quando ascoltiamo, capiamo; ci allontaniamo dal nostro esclusivo punto di vista e ci mettiamo in una condizione di apertura e accoglienza verso le idee e le ragioni dell’altro;

chiarezza. Esprimiamo le nostre idee, le nostre emozioni e le nostre aspettative nel modo più semplice e lineare possibile, senza appesantirle con parole inutili, di cui potremmo pentirci. Per riuscire in questo, dobbiamo allenare la nostra “resilienza emotiva”, riuscire cioè a essere consapevoli delle nostre emozioni e a viverle in modo responsabile;

empatia. Mettiamoci dal punto di vista del nostro interlocutore; capiamo cosa sta provando e cosa sta vivendo, in modo da comprendere meglio il significato di ciò che esprime;

rispetto. Sempre, per noi e per gli altri. Rispetto per le persone, per le idee, per le situazioni; rispetto anche per gli errori, perché siamo umani e ciò prevede di essere fallibili, tutti;

apertura. Non facciamo guidare i nostri comportamenti e le nostre parole dai pregiudizi, dalle storie ascoltate, dai paradigmi, dalle credenze su di noi, sull’altra persona e sul mondo intorno a noi.

Quando riusciamo ad affrontare i temporali delle nostre relazioni seguendo questi principi, ci sono buone possibilità che, poco dopo, spunti un arcobaleno.

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