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Stelle, pianeti e buchi neri

Chi di noi, almeno una volta nella vita, non si è fermato, col naso all’insù, gli occhi spalancati dalla meraviglia e il fiato sospeso per l’emozione ad ammirare una notte stellata?

A mano a mano che osserviamo e cerchiamo con lo sguardo nuovi punti di luce, appaiono ai nostri occhi nuovi ricami luccicanti tra il buio del cielo; è una bellezza sconvolgente che si dona a noi ogni sera, uno spettacolo fantasmagorico che, nel suo back stage, nasconde un’attività frenetica, propulsiva e di dimensioni inimmaginabili.
E se tutta questa magia fosse anche dentro di noi?

Pensiamo all’intricata e imperscrutabile rete di emozioni, di pensieri, di sentimenti che abitano la nostra mente. Di loro sappiamo poco; ora possiamo riconoscerle, capire quali aree del cervello vanno ad interessare, a quali azioni e comportamenti possono indurre… ma ancora è difficile riconoscere come e quando nascono, dove vanno a finire quando non le ritroviamo più.

Da dove arriva un’intuizione, la nostra immaginazione, un’ispirazione artistica? Dove finisce l’amore che non riusciamo più a provare, o un risentimento che scompare? Dove nasce il perdono e dove porta via con sé un’offesa subita?

Non è certo con questo articolo che possiamo risolvere quesiti che da millenni sono in attesa di risposta, ci divertiremo a giocare tra stelle, pianeti, buchi neri ed emozioni.

 

Le stelle

Antiche e capaci di raggiungerci con la loro luce anche dopo la loro morte.

Ce ne sono di vari tipi e grandezze.

Le giganti rosse. Enormi, molto più grandi del sole. Alcune di esse sono tra le più antiche, quasi dei fossili siderali che risalgono a periodi primordiali della storia dell’Universo. La stella SMSS1605-1443, scoperta nel 2018, è identificata come una delle prime stelle della galassia.

Quali sono, dentro di noi, le giganti rosse?

Sono le nostre emozioni primarie, quelle che proviamo sin dai primi giorni di vita e che appartengono anche ad alcuni altri mammiferi.

Le emozioni primarie sono sei:

• gioia;
• tristezza;
• rabbia;
• paura;
• disgusto;
• sorpresa.

Le blue straggler. Sono ancora oggetto di dibattito scientifico, ma molti astrofisici sostengono siano stelle giovani. Sono stelle enigmatiche, difficili da comprendere e, forse anche per questo motivo, particolarmente affascinanti.

Potrebbero essere accomunate alle emozioni secondarie. Queste si originano dalla combinazione delle emozioni primarie e si sviluppano con la crescita dell’individuo e con l’interazione sociale.

Le emozioni secondarie sono più numerose; qui ne ricordiamo alcune, come ad esempio l’allegria, l’invidia, la vergogna, la gelosia, la speranza, l’ansia e il perdono. Come per le stelle, l’elenco è molto più lungo.

La VY Canis Majoris è un’ipergigante rossa e pare essere la stella più grande dell’Universo conosciuto. È molto brillante e per questo motivo ci è piaciuto associarla a una emozione molto particolare: la mudita. Questa emozione, descritta anche dal Principe Siddartha (meglio conosciuto come Buddha), è la capacità di provare gioia pura – non contaminata da invidia, risentimento o rammarico – per quanto di bello sta vivendo un’altra persona.

E poi c’è il Sole, la nostra cara stella – una nana gialla – che ci dona la vita. E proprio perché ci dona la vita, non può che essere abbinata all’amore, che non è un’emozione; forse è un sentimento, o forse è qualcosa di ancora più misterioso e complesso, ma è ciò che dona da sempre all’umanità la forza e l’energia per vivere e progredire.

Le supernovae. Queste ultime sono esplosioni stellari molto luminose e causano una emissione di radiazione che può, per brevi periodi, superare quella di una intera galassia.

Quando avviene una supernova all’interno di noi stessi? Quando un’emozione prende il sopravvento sui nostri pensieri e sui nostri comportamenti, lasciandoci in balia dell’emozione stessa e rendendoci quindi vittime dei nostri stessi stati d’animo.

Ciò può capitare soprattutto con alcune emozioni come la rabbia, l’ansia, la paura, il risentimento, e altre simili. I risultati sono quasi sempre negativi, se non addirittura distruttivi.

Più diventiamo padroni e coscienti delle nostre emozioni, più possiamo viverle senza diventarne schiavi.

 

I pianeti

All’aumentare della distanza da una stella, la temperatura della nube circostante cala; ciò permette, all’inizio, l’aggregazione di particelle di polveri e successivamente, aumentando la distanza, l’aggregazione di ghiaccio e polveri. È per collisione di queste aggregazioni che si formano i pianeti.

I pianeti nascono perciò dalle stelle.

In questo gioco di analogie, i pianeti del nostro sistema stellare personale sono i nostri comportamenti, le nostre azioni, ciò che diciamo, le relazioni che instauriamo con gli altri. Ogni nostro più piccolo gesto è un pianeta che ruota intorno alle nostre emozioni.

 

I buchi neri

In astrofisica, viene definito buco nero un corpo celeste caratterizzato da un campo gravitazionale talmente intenso che è capace di attirare al suo interno tutto ciò che gli passa sufficientemente vicino. E una volta che si entra nel buco nero, non si può più uscire, persino la luce rimane intrappolata nel buco nero.

Anche nella nostra vita troviamo dei buchi neri, forse non così definitivi, ma sicuramente impegnativi da affrontare. Sono i nostri fallimenti, le cocenti delusioni, i lutti importanti, gli stati depressivi, il senso di inadeguatezza e di inferiorità.

Stephen Hawking, che è stato uno fra i più autorevoli e conosciuti fisici teorici e cosmologi al mondo, ha sviluppato una rivoluzionaria teoria sui buchi neri. Questa sostiene e prova come tutta la materia che finisce in un buco nero viene costretta e confinata in una singolarità spaziotemporale insondabile, ma sarà restituita, prima o poi, sotto forma di radiazione, omogenea ed indistinguibile, con un’energia e una forza impressionanti. È di pochissimi giorni fa la prima impressionante fotografia di un buco nero che espelle un getto relativistico.

Cosa ci può insegnare questa straordinaria scoperta scientifica? Che anche un buco nero, pur nella sua inquietante azione di annullamento della materia, la restituisce con energia potenziata a livelli incommensurabili. E così anche noi, di fronte alle avversità della vita, ne possiamo uscire ancora più forti e pieni di energia propulsiva.

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