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Re, Maghe, Madri e Guerrieri

Per parlare di donne e uomini in azienda, come anche nella vita privata, possiamo utilizzare uno strumento molto potente ed efficace: gli archetipi.

L’archetipo è un concetto della psicologia analitica sviluppato dallo psichiatra e psicoanalista svizzero Carl Gustav Jung (1875 – 1961). Indica i simboli innati e predeterminati dell’inconscio umano, soprattutto collettivo; la tendenza umana a usare una stessa forma di rappresentazione a priori comune a tutte le culture e rappresentata in varie forme simboliche.

Gli archetipi compaiono nei miti, nelle religioni, e anche nei sogni; formano categorie simboliche che strutturano culture e mentalità.

Per concentrarci sul tema dell’elemento femminino e mascolino che alberga in ognuno di noi, indipendentemente dal genere, può essere molto utile rifarci agli archetipi di Moore.

Robert Louis Moore (13 agosto 1942 – 18 giugno 2016) è stato un analista e consulente junghiano americano. Autore ed editore di numerosi libri di psicologia e spiritualità, ha tenuto conferenze a livello internazionale sulla sua formulazione di un paradigma neo-junghiano per la psicoterapia e la psicoanalisi. Ha elaborato quattro archetipi che propongono alcune caratteristiche tipiche del mascolino e del femminino; ognuno di essi ha valenze positive che, quando portate all’eccesso, possono però far emergere elementi non funzionali al benessere della persona e delle sue relazioni interpersonali, nonché al raggiungimento dei risultati.

Scopriamoli insieme.

 

Il Re

Il Re è uno dei due archetipi maschili. È caratterizzato dal Pensiero, cioè dall’approccio razionale e intellettuale alle questioni.

Questo archetipo si esprime attraverso la precisione, la determinazione, l’efficienza, il metodo, l’analisi. Chi accoglie molte delle componenti di questo archetipo ha, tra le sue doti, una propensione alla pragmaticità, all’autorevolezza e all’analisi critica.

Se e quando l’espressione di questo archetipo è esagerata, il Re può trasformarsi in Tiranno. Ciò significa che una persona con queste peculiarità può innamorarsi talmente tanto della struttura che ha creato, che arriva a rifiutare ogni forma di crescita e di confronto con gli altri: stabilisce leggi e regole per qualsiasi cosa e si preoccupa soltanto che queste vengano rispettate, a volte solo perché così è scritto.

Facendo così, corre il rischio di trincerarsi dietro al proprio potere, rifiutando l’ingresso o l’aiuto di qualcuno più giovane o più ambizioso. Può tendere ad evitare i rischi, a prediligere lo status quo e a diventare cinico e incontentabile se teme che il suo potere o la sua posizione siano messi in discussione.

 

Il Guerriero

Il secondo archetipo maschile, il Guerriero, è contraddistinto dal Sentimento, cioè dai legami che prova nei confronti degli altri e anche degli obiettivi che vuole raggiungere ad ogni costo.

Ciò che connota il Guerriero sono infatti le tipiche caratteristiche del condottiero: la rapidità, l’ottimismo, la capacità di coinvolgere e persuadere, la volontà ferrea che usa per entrare costantemente in competizione, con forza e vigore inesauribili.

Anche per il Guerriero c’è un rovescio della medaglia che emerge quando i comportamenti sono esasperati. In quei casi, l’archetipo Guerriero rischia di perdere lucidità e di non riuscire a capire quando è ora di fermarsi, stabilendo continuamente un nuovo e più alto obiettivo e cercando di raggiungerlo più velocemente di prima. C’è sempre una battaglia in corso per lui, e quando non c’è più nessuno contro cui combattere, rivolgerà la sfida verso se stesso.

Le persone che interagiscono con lui non riconosceranno più il Guerriero, ma vedranno piuttosto un Tiranno, così intento a continuare nella sua guerra per raggiungere l’obiettivo, che rischia di lasciare dietro di sé inutili spargimenti di sangue.

 

La Madre

Il primo dei due archetipi femminili è la Madre, guidata dalla Sensazione, dalla capacità, cioè, di entrare in contatto con il mondo esterno anche attraverso modalità diverse dalla parola.

Ciò che la contraddistingue maggiormente sono la capacità di costruire e gestire rapporti basati sulla fiducia, la propensione al sostegno e al dialogo, l’accudimento e l’empatia. La Madre tende a essere accogliente ed altruista, creando intorno a sé un ambiente caldo e rilassato.

Ma anche la Madre ha il suo lato oscuro. È la Divoratrice che affiora quando una persona guidata da questo archetipo si fa fagocitare dagli altri, perdendo di vista gli obiettivi e il suo percorso personale. Ciò può renderla possessiva nei confronti dei suoi “figli” e portarla a fermare il loro percorso di crescita e sviluppo, in modo da non correre il rischio di essere abbandonata.

 

La Maga

Questo è il secondo archetipo femminile, che fa riferimento all’Intuizione, cioè la predisposizione alla creatività, alla visione, al riuscire ad andare oltre il percepibile.

Il carattere di questo archetipo è fantasioso e ispirato; ama sperimentare ed è costantemente animato dalla luce della scintilla creativa. Riesce a farsi seguire attraverso il suo entusiasmo e la sua inestinguibile energia.

Il rischio della Maga, quando i suoi comportamenti diventano eccessivi, è di trasformarsi nella Manipolatrice che, pur di farsi seguire, seduce con la manipolazione. Allora il suo dinamismo diventa una sorta di follia in cui idee, progetti e visioni si affastellano con un ritmo esasperato, senza giungere a risultati concreti.

 

Gli archetipi in azienda

Ognuno degli archetipi appena analizzati si ritrova dentro ognuno di noi, pur se con varie intensità, creando stili di leadership diversi tra loro e abbastanza riconoscibili.

Il Re è il leader che trova la sua forza nell’autorevolezza, nelle regole, nell’ordine e nella pragmaticità.

Il Guerriero è il leader che guida il team verso l’obiettivo con l’entusiasmo e la forza del condottiero.

La Madre è il leader che trova la sua forza nella relazione, nella comunicazione e nell’ascolto; è il capo-coach, sempre attento alle esigenze e alle aspettative delle “sue” persone.

La Maga è il leader visionario, capace di accendere l’entusiasmo e le emozioni del team attraverso la genialità delle sue idee e la sua continua vitalità.

 

È importante ricordare che, indipendentemente dal genere, ognuno di questi archetipi può vivere dentro di noi. L’importante è riconoscerli e sfruttare al meglio le loro caratteristiche positive, in modo da poter interpretare la nostra leadership in modo pieno e poliedrico.

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