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Puzzle, mosaico o mandala?

La vita, attraverso la letteratura, le opere d’arte, l’antica mitologia e la filosofia è stata descritta attraverso un infinito numero di metafore.

Ognuna di esse si concentra e porta in evidenza alcune caratteristiche e altrettanti significati che la vita porta con sé.

Abbiamo voluto concentrarci su tre metafore specifiche, le quali, pur avendo tratti comuni, guidano la riflessione verso significati tra loro molto diversi.

Stiamo parlando del puzzle, del mosaico e del mandala.

Cosa sono e cosa possono raccontarci sulla vita?

 

Il puzzle

Il puzzle è un gioco di pazienza che consiste nel riordinare gli elementi sparsi di un intero con l’obiettivo di ricomporre un’immagine. Deriva il suo nome dal termine inglese Jigsaw puzzle dall’etimo incerto in bilico tra rompicapo, imbarazzo ed enigma.

Il puzzle è caratterizzato dal fatto che ogni piccolo pezzo del gioco ha una sua specifica collocazione; nulla è sbagliato o inutile. La bravura del giocatore risiede nel trovare il giusto posto e utilizzo per ogni tessera, nel valorizzare ogni singolo elemento e renderlo utile per la composizione dell’immagine finale.

L’insegnamento del puzzle è proprio la fiducia e la pazienza, caratteristiche indispensabili per rendere preziosa la nostra vita. E anche la capacità di osservare, di capire come ogni esperienza, ogni azione, ogni conoscenza può diventare elemento importante per la costruzione della nostra vita.

Qualche volta sembra che qualche elemento proprio non abbia nulla a che fare con ciò che vogliamo costruire, ma non è così; tutto serve e tutto porta valore. Se non troviamo subito il suo utilizzo, non buttiamolo, teniamolo da parte e, presto o tardi, ci tornerà utile.

Il puzzle è, per alcuni aspetti, assimilabile a un labirinto. Esso è la metafora del cammino di conoscenza di sé. È un percorso lungo, talvolta faticoso, perché ci si può sentire persi, stanchi, frustrati. Ma la fiducia nel fatto che il labirinto, pur se con strade tortuose, ci può portare ad una sola meta, deve sviluppare la nostra fiducia e la nostra determinazione a procedere.

 

Il mosaico

Il mosaico è un’antichissima tecnica decorativa sviluppatasi in Asia Minore e in Mesopotamia, è caratteristica del mondo greco-romano; con essa, per mezzo di frammenti di pietre naturali, di terracotta o di paste vitree, bianche, nere o colorate, applicati su una superficie solida, viene riprodotto un determinato disegno.

Il mosaico ci parla della capacità di unire pezzi di diversa natura e convogliarli in un’unica opera dove le varietà diventano il valore fondamentale dell’insieme. Ma non solo. Il mosaico è un’arte che fa dello scarto uno dei suoi più potenti punti forti.

I frammenti dei materiali sono tante volte utilizzati per creare mosaici; basta pensare al Parc Güell di Gaudí a Barcellona, o alla Maison Picassiette di Chartres. In più, a differenza del puzzle, nel mosaico non tutti i pezzi diventano parte del disegno finale. Le tessere sono create e tagliate, e questo crea scarti.

La vita ci espone a queste situazioni, ci insegna e ci richiede di gestire “gli scarti”, cioè i nostri errori; qualche volta da essi impariamo e su di essi costruiamo la nostra fortuna, talvolta dobbiamo solo imparare e trovare la forza e la determinazione per alzarci, anche dopo una brutta caduta.

Se abbiamo commesso degli errori, questo non significa che la nostra opera d’arte rimarrà incompiuta; significa soltanto che dobbiamo percorrere strade diverse.

Se il puzzle è, per qualche verso, accostabile all’idea del labirinto, il mosaico si avvicina di più al significato del dedalo: un andirivieni intricato di strade o di passaggi in cui sia facile perdere l’orientamento; il dedalo non ha un solo punto di arrivo, non c’è una soluzione precostituita. In base alle scelte che facciamo possiamo giungere in posti diversi.

 

Il mandala

La parola “mandala” significa “essenza” o anche “cerchio, circonferenza”. Nella tradizione religiosa buddista e induista, il mandala è realizzato con polveri di vario colore sul suolo. La sua forma circolare è la raffigurazione dell’universo interiore che ciascuno ha al suo interno. E siccome ognuno di noi è in un continuo divenire, il mandala, una volta realizzato, pur essendo bellissimo, viene distrutto per realizzarne un altro.

Il mandala può essere veramente la metafora della nostra crescita e del nostro cambiamento.

Nessuno di noi, oggi, è la stessa persona che era ieri, come non è la stessa persona che sarà domani. La nostra stessa vita è un perpetuo mandala che si ricrea instancabilmente ad ogni nostra esperienza.

L’importante è che ogni nostro mandala sia un’opera d’arte.

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