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Leader e Follower – 4^ puntata

SH e OW.

La nostra rubrica è in dirittura d’arrivo. Ci stiamo avvicinando al porto che ci ha condotto a esplorare tutta la rotta necessaria per raggiungerlo. Siamo giunti alla SH di Leadership e alla OW di Follower.

Anche questa settimana sono state scelte quattro parole. Scopriamole insieme.

 

S – Sognare

Il sogno. Una delle dimensioni umane più affascinanti e più misteriose che esistano. Se ne può parlare in termini scientifici, metaforici, poetici, spirituali.

Pedro Calderón de la Barca, famoso drammaturgo e religioso spagnolo vissuto nel 1600, nel suo dramma filosofico-teologico “La vita è sogno” affronta il tema della futilità dell’esperienza umana considerata come un sogno caratterizzato dalla sua illusorietà, dalla sua fugacità, dalla vanità delle cose terrene.

Il sogno è anche quella meravigliosa capacità umana di creare col pensiero un mondo parallelo dove tutto è possibile, dove non esistono vincoli, dove ogni desiderio può realizzarsi e dove possono nascere idee geniali, o possono emergere intuizioni e soluzioni straordinarie.

Cosa ha a che fare tutto questo con la leadership? Potremmo asserire che saper sognare è una capacità irrinunciabile di un leader.

Saper guardare oltre la realtà, saper disegnare scenari di un futuro inimmaginabile per gli altri, riuscire a creare idee che sembrano nascere da dimensioni diverse rispetto alla realtà quotidiana: questa è anche leadership.

Ma essere leader è anche saper prendere le distanze dalle piccole meschinità di tutti i giorni; quelle insulse pieghe della vita in cui si corre il rischio di rimanere intrappolati, perdendo di vista il disegno più ampio. Sapere, cioè, liberarsi dalle maglie del “sogno” che non ci rende presenti nel “qui e ora” per progredire verso gli obiettivi nostri e del nostro team.

 

H – Hungry

Si può essere affamati non solo di cibo. Si può essere affamati di novità, di conoscenza, di esperienze.

Avare fame non significa soltanto provare un certo appetito, significa sentire l’urgente bisogno di soddisfare uno stimolo profondo e imprescindibile.

Un leader deve provare questa fame, altrimenti si ferma e non cresce. Non cresce lui e, ciò che è più grave, non cresce neppure la sua squadra.

La vita è movimento. Non è possibile pensare a una vita ferma. La staticità è in antitesi con la vita: o si evolve o si involve.

Questo è il motivo per cui è importante continuare a cercare, a voler comprendere, a sperimentare. In questo modo, la nostra vita diventa un banchetto infinito presso il quale trovare nutrimento per noi e per le persone che guidiamo.

Mangiare, però, non vuol dire ingozzarsi, negandosi l’opportunità di trarre piacere dai sapori e dagli aromi del cibo, non dando al corpo il tempo di elaborare i principi nutritivi utili per la vita e il benessere.

Alla stessa maniera, essere affamati di sapere, di fare, di sperimentare non vuol dire essere ingordi e passare da un’esperienza ad un’altra, da un’informazione a quella successiva, senza concedersi il tempo di capire e di analizzarne il significato.

La società in cui viviamo ci sommerge di dati e informazioni in modo così continuo e schizofrenico che ne veniamo travolti.

La nostra fame deve riuscire quindi a essere selettiva e critica, per poter operare scelte qualitative rispetto al cibo di cui decidiamo di nutrirci.

In ogni caso, anche correndo il rischio di esporci a qualche “indigestione intellettuale”, non fermiamo la nostra fame di crescita e di evoluzione.

 

O – Orientamento

Essere follower vuol dire “seguire”. Seguire un leader, se ci focalizziamo su un ambiente aziendale, ma può anche indicare chi segue una moda, un pensiero condiviso, un sentire comune, una tradizione.

Seguire non vuol dire accodarsi acriticamente a un corteo itinerante senza preoccuparsi di sapere dove ci sta conducendo.

Seguire significa condividere esperienze e farsi forti del non dover affrontare il viaggio da soli, ma essere guidati da un capitano, mettere in comune con la squadra la nostra esperienza; tuttavia, ciò non ci esime dalla responsabilità di sapere che strada stiamo percorrendo e dove ci sta portando.

Orientarsi nel proprio cammino non è solo un diritto di ogni persona, è una necessità, nonché una responsabilità di tutti coloro che vogliono vivere dando un significato e un senso alla loro stessa esistenza.

Non importa se si è leader o follower; orientare il proprio percorso è un elemento imprescindibile di una vita piena e ricca di soddisfazioni.

 

W – What, when, why, who, where

La W è sicuramente una lettera importante che apre l’accesso alla consapevolezza attraverso tutta una significativa serie di domande.

Le domande sono le chiavi che aprono le porte della conoscenza, ma non solo.

Quando ci facciamo domande – o le facciamo a chi di dovere – stiamo crescendo.

Ogni domanda innesca un meccanismo di ricerca, in estensione o in profondità, relativamente a un determinato ambito della vita.

È più importante fare domande che assicurarsi di avere tutte le risposte.

Essere follower non significa non fare domande e accontentarsi di risposte preconfezionate. Le domande sono preziose per noi, e anche per gli altri, anche se, talvolta, le domande possono mettere in discussione certezze antiche, o rallentare la marcia.

La consapevolezza e la crescita passano attraverso le domande. Non cadiamo nel tranello della finta sicurezza di risposte scontate. I nostri dubbi e le nostre curiosità sono opportunità da cogliere e condividere; attraverso loro è possibile annettere anche un valore aggiuntivo al nostro ruolo di follower.

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