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5 barche al tramonto

Leader e Follower – 3^ puntata

ER e LL.

Siamo arrivati a ER di Leadership e LL di Follower. Anche questa volta abbiamo scelto quattro parole che possono aprire spazi di riflessione e di analisi relativamente ai due ambiti in oggetto, e soprattutto, relativamente a noi stessi.

 

E – Esplorazione

Esplorare può voler dire addentrarsi in ambienti sconosciuti per scoprire terre e tesori da conquistare. Può anche descrivere il comportamento di chi non si ferma in superficie e scava, va a fondo, si immerge fino dove gli è concesso dalle leggi della natura, e talvolta anche un po’ di più.

Chi esplora trova.

Chi trova rinnova se stesso e la visione del mondo in cui vive: non è possibile aggiungere qualcosa alla nostra consapevolezza e rimanere le persone che eravamo prima.

Ecco perché un leader deve esplorare dentro di sé, negli altri, nel mondo che lo circonda e in cui vive. Deve esplorare con la curiosità di uno scienziato, con l’entusiasmo di un bambino, con l’ardimento di un eroe.

Se non esploriamo ci accontentiamo di ciò che sappiamo e di ciò che pensiamo, perdendo l’opportunità di ampliare lo sguardo e scoprire idee, soluzioni, alternative, strade nuove.

Non esplorare, accontentarci di ciò che sappiamo, di ciò che sappiamo fare, di ciò che siamo, di ciò che abbiamo intorno: questa è la colpa grave di ogni persona, e soprattutto di un leader.

La colpa non è nell’errore, ma è nel non dare valore a ogni giorno facendo almeno un passo verso una nuova e migliore versione di noi stessi.

Esploriamo i nostri collaboratori, i nostri colleghi, i nostri capi. Capiamo cosa c’è dietro e oltre una parola o un comportamento per riuscire a creare relazioni più efficaci capaci di guidarci verso i risultati e, soprattutto, verso una vita di maggiore soddisfazione e benessere.

 

R – Racconti

Noi creiamo la realtà attraverso le parole; le parole che diciamo agli altri e le parole che diciamo a noi stessi, anche senza pronunciarle, ma soltanto ripetendole nella nostra mente.

Quanti anni abbiamo? Trenta, quaranta, cinquanta, sessanta, di più? Quanti giorni, quante ore, quanti minuti abbiamo vissuto? Da quanti attimi è stata riempita la nostra esistenza? Eppure, noi la raccontiamo sempre alla stessa maniera, con poche e semplici frasi che, secondo la nostra scelta, sono quelle deputate a dare significato a tutto ciò che abbiamo fatto.

A forza di ripetere sempre lo stesso racconto, l’abbiamo imparato a memoria e abbiamo cancellato tutto il resto che, invece, è stato vissuto tanto quanto la banale sinossi che offriamo a noi e agli altri.

Il passato non si cambia”. Non è vero! È sufficiente cambiare la narrazione. Non si tratta di inventare fatti non accaduti, si tratta di dare dignità e spazio anche a momenti della vita che avevamo deciso di lasciare in disparte.
Ci sono state le difficoltà? Le grandi tempeste e mareggiate? I viaggi finiti male? Qualche compagno di viaggio che ci ha abbandonati? Certo. È un fatto innegabile.

Ma ci sono anche altri fatti. Ci sono stati i viaggi straordinari e meravigliosi, le giornate piene di sole, i nuovi compagni incontrati, che non possono sostituire quelli che non ci sono più, ma hanno diritto e dignità di essere presi in considerazione.

E così il racconto cambia, e con esso cambia la vita passata e, inevitabilmente, i colori di quella che ci apprestiamo a vivere oggi e domani.

Eh sì, ma così vuol dire avere uno sguardo non obiettivo!”. E invece, focalizzarsi soltanto sulle difficoltà, le vicende tristi e i fallimenti è uno sguardo obiettivo?

Quale vita è meglio costruire per noi e per chi ci è vicino? Quale vita vale la pena di creare per la nostra squadra?

 

L – Lingue

Lingue diverse portano a problemi di comprensione. Ma non è che l’uso di un codice condiviso sia garanzia di intendersi alla perfezione.

Dietro alle nostre parole ci sono mondi sommersi che emergono dai piccoli dettagli, da un’incertezza della voce, da uno sguardo o una posizione del nostro corpo.

È così che la nostra parola può assumere significati diversi per il nostro interlocutore.

E poi ci sono le parole che, se pur identiche, hanno significati diversi in base alla cultura di provenienza, al gergo di un determinato gruppo sociale, alle esperienze passate.

Capirsi è una specie di miracolo che non è certo da dare per scontato.

Condividere un linguaggio è il punto di partenza che, per essere veramente utile, necessita di lavoro e disponibilità da parte di chi è coinvolto in quello scambio di comunicazione.

Ascoltare è sicuramente un aiuto importante. Ascoltare non solo con le orecchie e il cervello; è necessario ascoltare con gli occhi, perché gran parte della nostra comunicazione passa attraverso il corpo che non pronuncia parole; è indispensabile ascoltare col cuore per comprendere non solo il significato letterale di un messaggio, ma anche le emozioni che lo hanno prodotto e lo sostengono.

Ai leader si chiede di ascoltare. E ai follower?

È importante che l’ascolto sia reciproco per costruire su basi condivise di rispetto, apertura e accoglienza una sana ed efficace relazione tra capo e collaboratore, così come tra i colleghi di una squadra, o nel rapporto col cliente.

 

L – Luoghi

I luoghi possono essere fisici, ma anche mentali. Entrambi possono essere confortevoli e pieni di energia, oppure possono depotenziarci, farci sentire a disagio, inibire la nostra motivazione.

Non è bello stare in un luogo in cui non ci sentiamo a nostro agio. Se è necessario, dobbiamo spostarci e trovare il nostro posto, oppure rendere quel luogo più adatto a noi.

Questo è importante soprattutto quando quel luogo ci accoglie per tante ore durante il giorno e per tanti giorni nella nostra vita. Diventa addirittura indispensabile quando il luogo è dentro la nostra testa, quando cioè corrisponde alla nostra percezione della nostra vita, del nostro lavoro, delle nostre relazioni.

È necessario in questo caso capire cosa è possibile fare. Possiamo trovare luoghi diversi? È importante rivedere le nostre credenze su quel luogo e capire se è veramente come ce lo stiamo raffigurando, oppure è – o potrebbe – essere diverso?

Soprattutto nell’ambito professionale, talvolta la percezione della nostra attività può cambiare se ci fermiamo a riconsiderarla e a disegnarla in modo nuovo, attribuendole ulteriori significati, evidenziando aspetti e caratteristiche che non avevamo individuato e che, invece, sono in grado di farci sentire più a nostro agio e maggiormente in grado di contribuire con livelli più alti di coinvolgimento, di entusiasmo e soddisfazione per tutti.

Il Job Crafting può essere un concreto strumento per sostenerci nella definizione del “nostro” luogo ideale in cui esprimere la nostra professionalità.

modusmaris.eu/servizio-job-crafting

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