Se hai seguito i post sui nostri social, saprai che abbiamo iniziato una rubrica che racconta la nostra virtuale (purtroppo solo virtuale) crociera per scoprire terre e parole e fare qualche riflessione su un argomento che a noi sta molto a cuore: la leadership.
Le prime quattro parole sono rappresentate dall’immagine di un pulcino che esce dall’uovo, che, di primo impatto, pare non essere l’emblema della leadership, eppure può ricondurci ad alcune delle caratteristiche più importanti di un leader: accoglienza, apertura, abbondanza, creazione.
Accoglienza
Cosa deve saper accogliere un leader? Di sicuro, gli altri. Troppe volte si sentono capi lamentarsi della propria squadra, ma la grandezza di un leader è dimostrata anche dalla sua capacità di trasformare le persone in grandi persone. Un vero leader crea altri leader.
Ma non solo le persone devono essere accolte. Un leader deve saper accogliere idee, punti di vista diversi dai suoi, suggerimenti e feedback. Se nel team manca il confronto libero, qual è il valore aggiunto del team stesso?
Un vero leader accoglie errori e sconfitte e li fa diventare i suoi migliori maestri, per essere domani più grande e più forte dell’uomo che era il giorno prima.
Apertura
L’apertura al mondo, al nuovo, al cambiamento, a ciò che è diverso. Tutto questo deve essere parte di un leader.
Il cambiamento è naturale e ineluttabile in ogni ambito della vita. Non tutti amano il cambiamento, ma se non si cambia non si rimane fermi dove ci si trova, si torna indietro.
Chi guida un gruppo non può permettersi il lusso di non essere aperto al cambiamento, di non confrontarsi con l’evoluzione del contesto in cui vive, di non integrarsi con l’oggi per traguardare il domani.
L’apertura mentale non è solo un requisito, è una caratteristica imprescindibile di un leader.
Abbondanza
Viviamo in un mondo intriso della cultura della mancanza. Questa filosofia di vita ha ripercussioni in qualsiasi espressione della vita, sia essa personale o professionale.
L’idea della mancanza si insinua in ogni espressione della vita cognitiva ed emotiva. Da questo principio nascono la paura, l’ansia, la propensione costante alla competizione sterile, l’invidia, la mancanza di creatività e di vision.
Un leader sa che l’abbondanza esiste e sa sfruttare questa risorsa mentale per creare idee, per superare problemi, per scegliere obiettivi sfidanti, per guidare il suo team verso il successo.
Creazione
Il pensiero creativo non è esclusivo appannaggio degli artisti. Essere creativi non significa genio e sregolatezza, ma vuol dire abituarsi a utilizzare la naturale capacità di ognuno di noi di originare idee nuove.
Un leader che copia soltanto quello che già esiste e che rivolge il proprio sguardo esclusivamente verso ciò che è già presente nel mondo dei competitor, per definizione non può essere definito un leader – cioè colui che guida – bensì un follower, cioè chi segue.

