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La persona più importante

Chissà quante volte ti è stato chiesto, in situazioni e contesti diversi, qual è la persona più importante della tua vita.

A questa domanda, molte persone rispondono senza alcun indugio, altre ci pensano qualche istante, altre ancora chiedono se invece di uno, possono individuare due o più nomi in quanto trovano difficoltà nel dover scegliere tra più figli, senza contare il consorte, i genitori, e poi ci sono i fratelli, le sorelle, gli amici più cari…

L’iniziale quesito, che prevedeva una risposta molto sintetica, rischia di ottenere come ritorno un elenco abbastanza lungo e articolato.
La difficoltà, tuttavia, è solo apparente perché la risposta a quel tipo di domanda è semplice e molto breve: IO!

Sì, la persona più importante della tua vita sei te stesso.

Non è una questione di egoismo; è una questione di responsabilità.

Ognuno di noi ha la precisa percezione del corpo, dei pensieri, dei sentimenti e delle emozioni di un solo essere vivente: noi stessi.
Ognuno di noi ha la possibilità di scegliere i pensieri e le azioni di un solo essere vivente: noi stessi.

Se ognuno di noi può gestire veramente la vita di un solo essere vivente – noi stessi – perché mai dovrebbe pensare che la persona più importante della propria vita sia un’altra?

Non possiamo confondere la responsabilità verso noi stessi con l’affetto e l’amore che siamo in grado di nutrire per gli altri e con la capacità di donare i nostri sentimenti a chi ci è vicino.

La ricerca del soddisfacimento dei nostri desideri è un fatto assolutamente naturale; più riusciremo a sentirci allineati e in armonia con il nostro io più profondo, più saremo disponibili verso gli altri. Quando siamo scontenti di noi e dei nostri risultati, quando siamo perseguitati dalle preoccupazioni e dal dolore, quando i nostri pensieri sono caratterizzati dalla paura, dal pessimismo, dalla rabbia, dalla frustrazione, è molto difficile trovare la voglia e l’energia per ascoltare gli altri; non abbiamo nessuna intenzione di gioire della felicità altrui né disponiamo di alcuna risorsa, sia mentale sia materiale, per aiutare chi eventualmente ha bisogno di noi.

E allora, siccome ognuno di noi ha un proprio corpo, un proprio cervello, una propria mente e il proprio io, più o meno conosciuto e scoperto fino in fondo, ognuno di noi ha le stesse risorse, al proprio interno, per capire ciò che vuole, per decidere dove vuole arrivare e per intraprendere il percorso di vita che ritiene essere il più adeguato al raggiungimento della propria meta. Una meta che è personale e specialissima.

Più staremo bene e saremo in equilibrio con noi stessi durante il nostro cammino, più ci sarà spazio per condividere con gli altri il nostro benessere.

Cosa vuol dire quindi “volersi bene”?

Vuol dire in definitiva che dobbiamo concentrarci sul nostro ben-essere e dobbiamo capire cosa vogliamo essere-fare-avere nella nostra vita per poterci muovere in sintonia con i nostri desideri e obiettivi. Vuol dire che, a differenza di quanto avviene in molte situazioni, dobbiamo stimarci, valutare positivamente le nostre caratteristiche, le nostre attitudini, le nostre capacità.

Se noi non riusciamo a nutrire nei nostri confronti un sentimento di accettazione piena, di benevolenza per come siamo, una fiducia incrollabile nelle nostre possibilità, come sarà mai possibile che altri riescano dove noi per primi falliamo?

E questo vale per tutti gli ambiti della nostra vita, sia essa personale o professionale.

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