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Il valore della diversità: il cantiere del Duomo. Incontriamo Alessandra Campagna

Alessandra Campagna, storica dell’arte. Collabora con l’Associazione Amici di Brera, didatta presso la Pinacoteca di Brera e altri musei milanesi. Con Modus Maris ha più volte condotto seminari in cui, attraverso la scoperta e lo studio di varie opere d’arte, si è giunti a riflessioni e approfondimenti sui temi della leadership.

Qual è l’aspetto che più la entusiasma della sua professione? E quali sono le connessioni che, secondo lei, si possono trovare tra l’arte e la formazione volta allo sviluppo personale?
L’aspetto che mi entusiasma maggiormente del mio lavoro è l’essere sempre a contatto con grandi capolavori per educare al bello; la sfida è quella di mettere in dialogo le persone, gruppi ogni volta di età ed esigenze diverse, con le opere, creare una sintonia con gli artisti che le hanno generate nel passato, cercare di trasmettere il messaggio che volevano comunicare e capire quale reazione susciti l’opera nel visitatore contemporaneo. Proprio perché l’arte ci somiglia, ci riguarda, ha a che fare con la nostra vita, penso che sia uno stimolo importante e che contribuisca alla formazione per uno sviluppo personale. I grandi capolavori sono tali perché sono sopravvissuti al tempo e sono presenti nella loro realtà fisica e materica, ma sono “vivi” perché sanno comunicarci emozioni, valori e realtà sempre contemporanee e attuali.

Il progetto OrMe, al quartiere dell’Ortica, è testimone di un’arte partecipata di tutti e per tutti. Come l’arte può diventare, secondo lei, un acceleratore dell’integrazione e dell’inclusione sociale?
L’arte è un valido aiuto per l’integrazione e l’inclusione perché, come nel caso del progetto OrMe, può essere un linguaggio accessibile a tutti, capace di esprimere e comunicare in modo immediato, oltrepassando barriere culturali e linguistiche; è portatrice di quei valori che ci accomunano senza distinzioni perché parla dell’umanità in quanto tale. I suoi contenuti sono inclusivi nella sua libertà di espressione senza distinzioni politiche, religiose, di genere, di razza e generazionali ed è aperta ad interpretazioni soggettive. È un‘arte per tutti, accessibile a tutti, perché entra nella vita di ciascuno e “invade” spazi pubblici, e proprio perché partecipata, condivisa nella sua realizzazione e progettazione ed espressione di esigenze comuni reali, è sentita come propria e capace di creare un senso di appartenenza.

Quali possono essere, in base alla sua esperienza, le possibilità di sinergia tra il mondo delle aziende e l’arte?
Ho seguito diversi progetti di team building e, tutte le volte, molti temi e aspetti importanti nelle strategie e riflessioni aziendali trovano esempi pertinenti nella storia dell’arte, anche del passato. L’arte può essere un’occasione importante di riflessione su certe tematiche perché nell’impatto emozionale con il “bello” si crea un’esperienza positiva e di condivisione, capace di lasciare un segno e che favorisce l’interiorizzazione e una riflessione attiva su questi aspetti.

Quali sono gli obiettivi del suo appuntamento?
Gli obiettivi del mio intervento sono porre l’attenzione sull’importanza dell’inclusività, il riconoscimento e la valorizzazione delle diversità come fonte di ricchezza. Nel cantiere del Duomo, attraverso i secoli, questa diversità e inclusività hanno generato una realtà unica, dinamica e complessa. Mostrerò come questo concetto di accessibilità e inclusività debba essere aggiornato al passo con i tempi, le immagini e la “Bibbia pauperum” del passato sono oggi le storie dipinte sui muri dell’Ortica, murales fatti di immagini e di parole, sono altre le diversità, ma è sempre fondamentale che nell’arte partecipata e condivisa come esperienza di vita le diversità si integrino, dialoghino e generino un senso di appartenenza.

A chi consiglierebbe di cogliere l’occasione di vivere l’esperienza “Il valore della diversità: il cantiere del Duomo”?
A manager che credono nel valore delle diversità, ma sono consapevoli anche della complessità dell’inclusività delle loro risorse umane, convinte del valore del gruppo e dell’importanza del contributo di ciascuno che, con la sua singolarità, apporta un valore aggiunto e deve sentirsi partecipe e parte dell’azienda.

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