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Eredità, desideri, obiettivi, propositi, azioni

Tra pochi giorni saluteremo definitivamente il 2023 e inizieremo un nuovo capitolo del nostro percorso dando il benvenuto al nuovo anno.

Come sempre, nella notte di San Silvestro – e anche nei giorni precedenti o seguenti – si parla tanto di bilanci e di aspettative, di nuovi traguardi da raggiungere, di situazioni da sistemare, e così via.

Perché non concederci anche qui, sul nostro Blog, il tempo per qualche riflessione in proposito? Lo facciamo esplorando cinque parole che, a questo argomento, sono strettamente legate.

 

Eredità

Quando un periodo finisce, possiamo scegliere se abbandonarci ai rimpianti e alle recriminazioni, o se goderci l’eredità che esso ci ha lasciato.

Ciò vale a maggior ragione per il periodo della fine dell’anno.

Qualcosa è andato bene, qualcosa è andato benissimo, qualcosa poteva andare meglio e qualcosa, talvolta, non è andato per niente bene (per usare un eufemismo). Viene naturalmente da pensare che per le esperienze positive ci siano buoni ricordi da portare con noi, e per quanto invece non ci ha dato alcuna soddisfazione possiamo soltanto scegliere se dimenticarlo o se lamentarci e colpevolizzare (noi o gli altri) per l’esito deludente dell’esperienza.

Invece, possiamo sempre portare con noi importanti e preziose eredità per ogni situazione che abbiamo vissuto, indipendentemente dai risultati che ha prodotto. La differenza sta solo in quello che impariamo.

L’eredità è l’insegnamento, e ogni evento della nostra vita può insegnarci qualcosa. Il segreto è cercare questo valore, riconoscerlo e farlo diventare un elemento concreto su cui lavorare.

L’eredità non è sempre e soltanto qualcosa che accumuliamo per caso, come conseguenza di circostanze fortuite in cui siamo coinvolti. L’eredità può anche essere progettata.

Cosa può significare? Significa che possiamo decidere cosa vogliamo creare e lasciare per l’eredità che troveremo alla fine dell’anno che sta per arrivare. Significa chiederci in quale direzione vogliamo procedere, cosa vogliamo raggiungere, quali esperienze vogliamo fare, quanto abbiamo voglia di imparare, quanto abbiamo voglia di regalare e condividere… perché, se non vuotiamo mai le nostre bisacce, è difficile trovare spazio per qualcosa di nuovo.

 

Desideri

“Non desidero niente. Sono contento così.”

Quindi, se domani venisse a trovarvi la Fata Smemorina di Cenerentola, o aveste tra le mani la lampada di Aladino, licenziereste la prima e buttereste nella raccolta indifferenziata la seconda? Perché mai?

Da sempre i desideri sono il dono inestimabile che abbiamo per elevare i nostri pensieri verso un luogo così alto da superare lo spazio siderale (de-sidera) e arrivare dove solo il nostro cuore ci può condurre per capire cosa stiamo veramente cercando.

Capire cosa desideriamo avere, fare o essere è un passaggio imprescindibile per comprendere quali sono i nostri reali obiettivi; per intraprendere un cammino che sia il nostro e non quello disegnato per noi da altri.

Riprendiamo l’abitudine di desiderare; non è un’attività egoistica o poco etica. È lasciare liberi la nostra mente e il nostro cuore di cercare il posto esatto dove vogliamo e meritiamo di essere. Quando scopriremo di nuovo (da bambini lo sapevamo fare molto bene) la gioia di desiderare, ne sperimenteremo le potenzialità e il potere.

 

Obiettivi

Quando abbiamo chiaro cosa desideriamo, allora è facile scegliere gli obiettivi giusti.

Qualche volta il desiderio è sufficiente, altre volte dobbiamo rendere concreto quel moto dell’anima e farlo diventare un obiettivo.

Allora, dobbiamo far sì che questo sia strutturato secondo alcuni importanti elementi indispensabili alla sua correttezza formale. “E se anche non è formalmente corretto, che importanza ha?”. Questa potrebbe essere la domanda naturale pronta a emergere.

Il fatto è che un obiettivo mal formulato ha poche possibilità di essere raggiunto, o il suo raggiungimento potrebbe danneggiare qualcun altro (o addirittura noi stessi, nel lungo periodo). Vediamo insieme le caratteristiche principali di un obiettivo.

Specifico. Un obiettivo deve riferirsi a un risultato ben definito da conseguire; non può essere espresso in modo vago o generico.

Misurabile. Deve metterci nella condizione di poter capire se è stato raggiunto oppure no. Può essere espresso in termini assoluti (voglio aver raggiunto questo saldo attivo sul mio conto corrente), oppure in termini relativi (voglio aver aumentato le mie entrate annuali del 20%), oppure ancora può essere rappresentato dalla realizzazione di una determinata situazione (voglio trasferirmi a Parigi). È chiaro che, quando stiamo parlando di numeri, l’obiettivo può essere raggiunto in tutto o in parte (ad esempio, ho aumentato le mie entrate annuali del 18%); quando parliamo di far accadere una certa cosa, l’obiettivo o è raggiunto o non è raggiunto (non è che se mi sono trasferito a Lione ho raggiunto in parte l’obiettivo).

Ambizioso. Deve portarci a dare il meglio di noi, a crescere, a migliorare, a raggiungere un livello più elevato di conoscenze e competenze, del nostro modo di agire e di pensare. Lavorare per raggiungere un obiettivo è di per sé una vittoria, perché ci obbliga ad evolvere.

Raggiungibile. Pur se ambizioso, un obiettivo deve essere umanamente raggiungibile. Porci obiettivi irraggiungibili significa togliere sin da subito la motivazione a volerli perseguire, in quanto sappiamo già che sarebbe fatica sprecata.

Tempificato. Deve avere una data di scadenza per consentirci di valutare, in un determinato momento, se l’obiettivo è stato raggiunto oppure no. Un obiettivo senza scadenza non offre le giuste motivazioni a volerlo traguardare.

Etico. Qualsiasi obiettivo deve essere coerente con i nostri valori etici, altrimenti il prezzo da pagare è troppo alto e non ci consentirà di trarre alcun vantaggio dal suo raggiungimento.

Ecologico. Il raggiungimento di un obiettivo non deve fare danni, né a noi né agli altri. Un obiettivo il cui raggiungimento ha fatto terra bruciata intorno a sé non ha creato ricchezza, ha impoverito tutti, anche chi, in quel momento, è convinto di aver conseguito un vantaggio.

 

Propositi

La strada che abbiamo percorso per arrivare a definire dei grandi obiettivi è stata piacevole, anche entusiasmante. Ciò però non è sufficiente.

Stabilire cosa si vuole ottenere è fondamentale, ma non basta. Bisogna decidere cosa fare.

Questi sono i propositi. Decidere quali nuove azioni mettere in atto, quali azioni continuare a fare, cosa smettere di fare è qualcosa di fondamentale. Ormai lo sappiamo molto bene: se continuiamo a fare quello cha abbiamo sempre fatto, arriviamo dove siamo già.

I propositi sono la parte strategica del nostro piano. Scegliere le azioni e i comportamenti da rendere concreti, quelli da eliminare, quelli da mantenere o addirittura da potenziare è un’attività che fa la differenza nel nostro percorso di raggiungimento dell’obiettivo.

 

Azioni

E poi fare. Subito, senza aspettare domani, o che “siano passate le feste”, o che “sia il momento giusto”.

Fare o smettere di fare sono gli unici passi concreti verso il raggiungimento dei nostri traguardi.

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