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Alla maniera del mare

Modus Maris, tradotto dal latino significa “alla maniera del mare”. Non dimentichiamoci che “modus” in latino può significare anche “ritmo”, parola che, abbinata al mare ci riporta alle maree, ai momenti di energia e vitalità, come ai momenti di calma.

“Alla maniera del mare” – così come proposto da chi ha voluto partecipare al brainstorming sulle analogie tra il mare e Modus Maris – può avere molteplici significati e agevolare interpretazioni diverse e complementari.

Divertiamoci a trovarne alcune.

 

Il mare lascia sempre qualcosa

L’onda si spegne sulle rive sabbiose o esplode contro le rocce, e si ritrae, quasi risucchiata da una forza invisibile. Eppure, pur sembrando la sua un’energia spesa inutilmente, trova invece la sua ragione d’essere nel suo stesso movimento, nell’ossigeno che incamera e dona nutrimento, in ciò che porta sulla terraferma, nel suo perpetuo mettere in moto vita.

E così è l’attività formativa. Talvolta si accosta la formazione a una semina; forse l’onda e la vita del mare esprimono ancora meglio l’anima di un percorso formativo.

Non sempre, infatti, i risultati di un’attività di formazione e sviluppo hanno bisogno di lunghi periodi di incubazione; talvolta, il frangersi dell’acqua e della spuma sono così pieni di energia che il cambiamento è subitaneo e sorprendente.

E così il mare lascia i risultati preziosi del suo stesso agire.
Così è per Modus Maris.

 

Dal mare non si esce

Quando si viaggia sulla terra, possiamo decidere di fermarci, di rallentare, di trovare un riparo.

Gli elementi esterni della natura hanno un loro potere al quale possiamo contrapporre scelte operative o strategiche.

Nel mare non ci sono rifugi in cui trovare riparo quando le condizioni sono avverse.

Il mare, come la vita, può solo essere vissuto, con coraggio, con intelligenza, con la sensibilità e la preparazione necessarie per capire cosa è meglio fare, o non fare, in quel momento.

È bello e confortante condividere la traversata con qualcuno che possa essere un compagno fidato, talvolta una guida, altre volte un appoggio, o uno strumento.

Modus Maris può essere quel compagno.

 

Il mare è vasto e profondo

Lo sguardo si amplia e si perde, e il pensiero raggiunge i posti più profondi della nostra anima.

Il mare si riversa dentro chi lo conosce e ne replica tutte le caratteristiche: la limpidezza, la forza eppure la fluidità, il movimento e l’energia, la sua profondità oscura e soffocante, la sua superfice cristallina, il mistero e l’ignoto, il fascino e il pericolo.

Come gli esseri umani che, quando iniziano a guardarsi dentro, si perdono in un dedalo di tesori nascosti.

E Modus Maris può assitere nell’esplorazione.

 

Il mare. Ispirazione e ritmo

Le pulsazioni infinite dell’onda, il suono muto del suo perpetuo divenire: sembrano le circonvoluzioni cerebrali che guidano il nostro pensare complesso, la nostra miracolosa capacità di capire, di creare, di dare parola e forma a ciò che vive dentro di noi, segreto e silenzioso, fino a quando esplode in un’idea da regalare al mondo.

Aiutare le persone a portare valore al di fuori di sé, a cambiare e migliorare continuamente: anche questo è Modus Maris.

 

Dove c’è acqua, c’è civiltà

Da sempre, i popoli sono evoluti vicino all’acqua; perché acqua è vita, sostentamento, mezzo di comunicazione e di scambio.

È il tappeto su cui poggia la sopravvivenza di ogni forma di vita.
E chi vive, cresce e si evolve; passa a un livello superiore e si pone nuove sfide per poter arrivare a una versione migliore.

E l’acqua, discreta e silenziosa, è sempre al fianco della vita di tutti.

E così vorrebbe essere Modus Maris.

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