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I fatti determinano la storia… o il contrario?

Incontriamo Norbert M. Grillitsch

Norbert Michael Grillitsch è uno dei soci fondatori di Modus Maris. Storico dell’arte e clavicembalista, è anche un imprenditore, un coach e un formatore che ama nutrire di arte le attività volte allo sviluppo delle persone e delle aziende.

 

Norbert, qual è il punto di incontro tra il tuo DNA artistico e il tuo ruolo di imprenditore, coach e formatore?

Beh, innanzitutto, la storia dell’arte, così come la musica, sono manifestazioni dello spirito umano. Per me fa poca differenza se l’essere umano si esprime attraverso una pittura o durante un colloquio di coaching. Cambiano i mezzi, ma i risultati sono pressappoco gli stessi: uno scorcio sul mondo interiore della persona, sul suo modo di vedere e concepire la realtà che si trova intorno, un faro su credenze, convinzioni, valori e concezioni di vita. Facendo il mio lavoro, si ha a che fare con persone. In questo senso l’umanesimo, nella sua accezione di “mettere al centro l’essere umano”, è il comune denominatore tra questi vari aspetti.

 

Come la storia, secondo il tuo punto di vista, può diventare predittiva dei fatti, e quindi essere a tutti gli effetti protagonista di se stessa?

Il concetto di “storia” così come lo intendo io per il mio intervento, è il concetto di “storia-racconto”; in questo caso, il racconto che ognuno di noi fa della propria vita. In realtà, è stata un’amica-psicologa che mi ha ispirato ad approfondire alcuni concetti e a proporre questo intervento. Lei, infatti, quando le si chiede che lavoro fa, dice di essere una editrice. Vuol dire che da psicologa ascolta le storie che le persone raccontano della loro vita, e poi le aiuta a riscriverle dove ce n’è bisogno. Detto in poche parole: tutti noi giornalmente raccontiamo la nostra storia, aggiungiamo pezzo dopo pezzo, pagina dopo pagina. Ascoltando bene noi stessi e gli altri, le nostre storie rivelano aspetti di noi di cui, a momenti, nemmeno noi siamo consapevoli: credenze, convinzioni, una vision di noi stessi e del mondo che ci circonda.

Parlando di sviluppo individuale, quello che vediamo spesso è che il racconto che una persona fa della propria vita può essere positivo, incoraggiante e “empowering”. Altrettanto spesso, però, osserviamo che è il racconto che la persona si è costruito a inibire lo sviluppo, e a non farle esplorare le sue risorse, o scoprire il suo potenziale. Le ragioni possono essere convinzioni limitanti, interpretazioni della propria vita eccessivamente vittimistiche, il fatto di paragonarsi troppo agli altri. Riappropriarsi della propria storia, riscrivere il proprio racconto, ma questa volta in chiave utile, è un’attività importante per chi vuole lavorare sul proprio autosviluppo.

 

L’esperienza che tu guiderai, “I fatti determinano la storia… o il contrario?” si terrà a Roma, nel salone di Palazzo Barberini. Cosa ti ha portato a scegliere questo sito?

Palazzo Barberini è uno dei siti più importanti del barocco romano. Fu costruito da papa Urbano VIII Barberini come residenza di famiglia. Il pontificato di Urbano VIII (1623-44) è tra i più splendidi pontificati del Seicento, e il papa incaricò gli artisti migliori del suo tempo della decorazione della residenza di famiglia. Nel nostro caso, tra il 1632 e il 1639 incaricò Pietro da Cortona di affrescare la volta del salone del piano nobile con un affresco allegorico raffigurante la Divina Provvidenza in cui anche la storia della famiglia Barberini trovò il suo degno posto. Se non qui, dove meglio osservare e analizzare come la storia determina i fatti? E, per noi spettatori-osservatori, diventa facile chiederci se e come modificare il racconto della NOSTRA vita per determinare un cambio dei fatti…

 

Quali sono gli obiettivi del tuo laboratorio?

Capire l’importanza dello storytelling che facciamo di noi stessi per avviare o procedere nel nostro autosviluppo, e nell’accumulo del nostro capitale psicologico. Più che con delle risposte, vorrei che i partecipanti uscissero con delle domande, ad esempio: qual è il racconto che faccio della mia storia? Mi fa stare bene questo racconto? Se la risposta è no, cosa mi propongo di cambiare?

 

Secondo te, quali sono le persone che più potrebbero interessarsi a questo evento?

In generale, invito tutti perché penso sia interessante per ognuno di noi. Nello specifico, direi chiunque è interessato al proprio sviluppo e aperto a provare strade nuove per farsi domande, per poi arrivare a delle risposte. E, naturalmente, in un ambiente unico 😉

 

Tre parole che ti vengono in mente pensando a “I fatti determinano la storia… o il contrario?”

Autosviluppo – Capitale psicologico – Accesso alle proprie risorse e capacità.

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